San Lorenzo in Carmignano - Ricerca di un'identità perduta tra storia e tradizioni

San Lorenzo in Carmignano

Ricerca di un’identità perduta tra storia e tradizioni

 

Nella toponomastica di Foggia, la via che prende il nome di S. Lorenzo inizia poco dopo Piazza XX Settembre, a partire da Corso Cairoli. Percorrendo la medesima si può notare che convergono diverse traverse, tutte dedicate al medesimo santo: Via Martire, Via Graticola e Via Miracoli. In passato, quando il perimetro urbano di Foggia era limitato al centro storico, subito dopo quest’area si snodava un tratturello transumantico (Foggia-Ordona-Lavello) che conduceva a S. Lorenzo in Carmignano, una chiesetta dove il 10 agosto, giorno della festa del santo martire, si celebrava una messa cantata da un canonico di Foggia. Molti devoti, in particolare i bettolai foggiani, in comitive seguivano devotamente in processione l’immagine del santo patrono e assistevano alle funzioni religiose. Finiti i riti religiosi si intrattenevano in bivacchi allegri, con musica, balli folkloristici, pali della cuccagna, corse di asini e altre attrazioni. Purtroppo, anche questa tradizione è scomparsa, e il suo ricordo si sta lentamente affievolendo.

Lorenzo in Carmignano era in passato un casale situato nel centro di una vasta tenuta agricola. La sua origine risale alla seconda metà del Mille, quando i contadini e pastori, in cerca di nuove opportunità di vita, si stabilirono in piccoli centri ai margini di terreni acquitrinosi. Ogni casale aveva una chiesa, anche di dimensioni modeste. Nel tesoro della cattedrale di Foggia è custodito un reliquiario del martire, donato da Roberto il Guiscardo alla chiesa di S. Lorenzo in Carmignano nel 1060, Questo lascia dedurre che la nascita del casale risale a circa dieci anni prima.

Il reliquiario del martire donato da Roberto il Guiscardo

La prima menzione storica del casale risale al 1092, quando Ruggiero, figlio di Roberto, lo donò al vescovo di Troia Gerardo, conferendo al vescovo anche il titolo di barone e la giurisdizione feudale su S. Lorenzo. Questo atto fu successivamente confermato con una Bolla papale nel 1100 da papa Pasquale II e altre conferme successive nel 1156 per mano di re Guglielmo I e nel 1212 da papa Innocenzo II. Il vescovo di Troia risiedeva nel palazzo baronale di S. Lorenzo, dove si recava anche per incontrare i contadini della zona. Nel 1125, il vescovo Guglielmo II accettò l’atto di donazione di un ospedale per i pellegrini costruito da Angelo di Foggia, mentre nel 1121 presiedette una riunione della curia ducale.

Lorenzo di Carmignano ospitava anche un monastero con un centro scrittorio, dove un monaco scriba di nome Ascaro, dal 1145 al 1165, trascrisse un pregevole codice del commentario a S. Paolo, attribuito ad Aimone di Halberstadt. Federico II, stabilitosi a Foggia, fece costruire castelli e ville nei dintorni della città per scopi di caccia e svago. Anche San Lorenzo fu dotata di una splendida villa e di un magnifico castello, che l’Imperatore amava frequentare per brevi periodi di riposo. Nel 1225, la villa ospitò, insieme alla Corte di Federico II, Giovanni di Briemme, re di Gerusalemme, suocero dell’Imperatore svevo.

Nel periodo in cui Federico II era scomunicato dalla Curia Romana, venne a sapere che molte città del regno si erano ribellate e avevano cercato protezione dal Papa. Decise quindi di tornare in Italia per riconquistare i suoi territori. Tra le città che si erano schierate contro di lui, vi era anche Foggia, che rifiutò di aprire le sue porte all’Imperatore e al suo esercito. Federico II, deluso dall’ingratitudine della città, si ritirò nella villa di San Lorenzo in Carmignano, da dove lanciò la famosa minaccia che divenne un epigramma: “Fogia, cur me fugis?” (Foggia, perché mi fuggite?). Questo gesto fece effetto, e i foggiani, riconoscendo il loro errore, riaprirono le porte e accolsero nuovamente l’Imperatore.

 Carlo I d’Angiò, nel 1269, fece rimaneggiare il castello di caccia e il vivaio a S. Lorenzo, con la partecipazione dello scultore Riccardo da Foggia. La stessa località fu menzionata nel 1270, quando il re Carlo chiese ai mastrogiurati di Foggia di fornire manovali per la costruzione di una cappella nel palazzo di Pantano.

Lorenzo in Carmignano e Foggia seguirono destini diversi: mentre Foggia divenne una città imperiale, Il casale di S. Lorenzo, a causa dell’insalubrità della zona e dei frequenti attacchi, fu abbandonato, i suoi abitanti si trasferirono a Foggia lasciando che diventasse sempre più zona rurale.

Il dipinto che rappresenta il martirio di San Lorenzo esposto nella chiesa di Sant'Antonio in via Filippo Smaldone a Foggia.

Oggi i principali testimoni della memoria di questo luogo sono: la piccola chiesa rurale di epoca recente, costruita sulle tracce della sua originaria struttura medievale e che proprio in questi mesi è stato ultimato il recupero strutturale. Il dipinto del martire, che adornava la piccola chiesa di San Lorenzo, conservato nella parrocchia di San Antonio sita nel nuovo quartiere omonimo e il reliquiario custodito nella tesoreria della Cattedrale di Foggia, come già detto.Per preservare la storia di San Lorenzo in Carmignano ed evitare che la sua importanza svanisca con il tempo, è fondamentale restituire sacralità al sito, ricollocando nella chiesetta il quadro e il reliquiario, anche se in copie delle opere originali, infine, ritengo essenziale organizzare eventi culturali, anche di tipo rievocativo, per mantenere viva la memoria storica.

La chiesetta di San Lorenzo quando era appoderata dall' O.N.C.
La chiesetta di San Lorenzo quando era appoderata dall' O.N.C.
La chiesetta di San Lorenzo negli anni ottanta.
La chiesetta di San Lorenzo in una prima fase di recupero strutturale.
La chiesa di San Lorenzo, oggi, al termine dei lavori di recupero strutturale.

A cura di Romeo Brescia

Pubblicato il: 10 Dic 2024

 

Fonti:

Itinerari storici della Capitanata da “Casale” S.Lorenzo a Rione S.Lorenzo – Don Michele Pistillo

Vicende storiche del Casale di San Lorenzo in Carminiano – Mario Menduni

Capitanata medievale – A cura di Maria Stella Calò Mariani