L’AZIENDA AGRARIA SPERIMENTALE DI FOGGIA
di Romeo Brescia
L’Ente Autonomo Acquedotto Pugliese (EAAP) noto ai foggiani per “il miracolo dell’acqua a Foggia” che si concretizzò con l’inaugurazione della Fontana del Sele (31 marzo 1924) e la sua bella sede in stile Liberty con due cupole su base ottagonale ultimata nel 1926, è invece meno noto per una particolare attività che vide ancora il suo interesse nei confronti della nostra città e del suo territorio.
L’Ufficio Irrigazioni dell’Ente esportando progetti già in atto in terra di Bari si occupò delle risorse idriche della Capitanata e del loro miglior sfruttamento per l’irrigazione in campo agricolo con i sistemi all’epoca conosciuti e praticati.
L’ente in una stretta collaborazione del Stazione Agraria Sperimentale di Bari, già presente con i suoi progetti su tutto il territorio di Puglia, impiantò a Foggia una Stazione Sperimentale Agraria dopo aver avuto il parere favorevole della Deputazione Provinciale, occupandosi delle risorse idriche della Capitanata e del loro miglior sfruttamento per l’irrigazione in campo agricolo con i sistemi all’epoca conosciuti e praticati.
Per procedere a tale sperimentazione, a partire dal 1925 l’Ente si dotò di un’apposita azienda agraria, 80 ettari circa, a tre chilometri da Foggia sulla Statale Foggia-Napoli.
L’Azienda Sperimentale Agraria, a conduzione diretta, venne coltivata in parte a vigneto-frutteto e il resto parcellizzato per le più svariate colture. Già dal 1927 entrò in attività e vennero realizzati un primo lotto di edifici che furono implementati negli anni immediatamente successivi, così da fare nascere un importante complesso agricolo composto da:
- Fabbricato centrale per uffici e laboratori; magazzini e tettoie; stalla bovini con fienile e alloggio personale; due silos concimaia, pozzo nero, fossa asettica e fognatura.
- Casa per il vignaiuolo; due pozzi e due vasche in cemento armato; 900 mt. di canali in muratura; cabina di trasformazione elettrica.
- Stazione meteorica; latteria con impianto refrigerazione imbottigliamento meccanico; caseificio e due case coloniche.
L’Azienda fu dotata della viabilità interna oltre che di alberi frangivento ed ornamentali.
Nella primavera del 1931venne impiantato il primo frutteto sperimentale sotto la guida dell’Istituto Nazionale di Frutticultura e Elettrogenetica di Roma, con il nome di “Italico Alessandro Mussolini”. Il progetto aveva lo scopo di far conoscere agli agricoltori di Capitanata come era possibile impiantare alberi da frutta nei terreni di crosta senza bisogno di irrigazione.
Molte le varietà di piante che vennero messe a dimora, e la sperimentazione interessò foraggere, leguminose e graminacee; piante industriali, ortensi e fruttifere; vigneto per uva da tavola.
L’attività di sperimentazione dell’Azienda si svolse, su richiesta, anche su terreni di privati.
Nel tempo, come tanti enti pubblici e parapubblici nazionali, piccoli e medi, anche l’Azienda Agraria Sperimentale di Foggia viene interessata da riordini e modificazioni sia nella denominazione che nei suoi fini istituzionali che però restarono sempre legati al mondo agricolo. Così, dopo un passaggio ad Istituto Agrario per la Capitanata di Foggia, con DPR 1318/ 1967 anche questo viene soppresso con passaggio del suo patrimonio al l’Istituto Sperimentale per le Colture Foraggere – costituito con lo stesso Decreto - con sede in Lodi (MI) e articolato in quattro sezioni operative centrali e in tre sezioni operative periferiche di cui una a Foggia oltre a Cagliari e Montagnana (PD).
Le attività della sede foggiana dell’Istituto riguarderanno il governo delle foraggere nell’area mediterranea in irriguo e in semi-irriguo, gli ordinamenti colturali, l’agrotecnica della produzione delle sementi. Inoltre, il miglioramento genetico delle graminacee e leguminose integrati da indagini di carattere fisiologico sull’effetto degli stress ambientali.
A seguito di una ulteriore fase di riorganizzazione degli Istituti Sperimentali, quello di Foggia risulta trasferito al CER – Centro di Ricerca per la Cerealicoltura – di Foggia, ma quel che di esso rimane è attualmente in disuso e in abbandono, sul bel fabbricato centrale per uffici e laboratori risultano effettuati atti di vandalismo, senza alcuna cura gli alberi del parco antistante che comprende due belle fontanelle ormai asciutte e “mute”. Sembra però, e in ciò dobbiamo sperare, che ci sia un interessamento da parte della locale Università, infatti nell’edificio adibito in origine come stalla per bovini, oggi sono ospitati i laboratori del nuovo progetto del Centro di Ricerca Interdipartimentale BIOAGROMED dell’Università degli Studi di Foggia.
Pubblicato il: 25 Mar 2025


















