Bepi custode di ricordi - La Cicli Apulia e il Rione Martucci a Foggia

Bepi custode di ricordi

La cicli Apulia e il Rione Martucci a Foggia

 Al tavolino di un bar, tra amici, un caffè, una chiacchiera, e un accenno alle numerose fabbriche che un tempo animavano la nostra città. Scopriamo così che tra noi c’è il depositario del ricordo di quando Foggia poteva vantare una fabbrica di biciclette di tutto rispetto, la Cicli “Apulia”. L’ultimo geloso custode di quel poco, ma interessante, che rimane è il dottor Giuseppe Martucci, per noi amici “Bepi”: cultore della storia e tradizione locale, nonché appassionato malacologo.

In questa storia, la bicicletta ci conduce a conoscere meglio la toponomastica della nostra città, una toponomastica diffusa ma talvolta poco conosciuta; nello specifico, ci porta alla convergenza tra l’Apulia e il Rione Martucci a Foggia.

Michele Martucci e la moglie Angela Cotugno

Andiamo per gradi. Michele Martucci, originario di Laureto frazione di Fasano in provincia di Brindisi, classe 1831 e deceduto alla veneranda età di 108 anni, si stabilì a Foggia con tutta la famiglia per motivi di lavoro: portiere delle ferrovie. Sono proprio quegli anni a vedere Foggia porre le basi per lo sviluppo del suo importante polo ferroviario. Michele Martucci, capostipite di una famiglia numerosa, ha otto figli – due femmine e sei maschi – e tra questi c’è Francesco, classe 1883, che tra la fine del 1800 e l’inizio del 1900 apre a Foggia una fabbrica/officina di biciclette: la Cicli “Apulia”, in via Galiani. Questa strada, così denominata dal 1890, sul vecchio tracciato del tratturello Foggia-Tressanti-Barletta.

L’opificio aveva sede nel palazzo “Sacco”, l’unico esistente in quella via subito dopo il palazzo del tribunale, oggi sede dell’università. Già nel 1911, la fabbrica di biciclette Apulia era una realtà di tutto rispetto, tanto che partecipò all’Esposizione Internazionale di Torino, riscuotendo meritato riconoscimento.

Le due ruote, per la famiglia Martucci, non furono solo una fonte di sostentamento, ma anche una scuola di disciplina sportiva e di vita, tanto da migliorarsi nel tempo e trovare nuove motivazioni nel mondo del sport.  Questo slancio permise loro di fondare la prima squadra di calcio a Foggia con il nome “Daunia”. Nel 1909 vediamo impegnati due dei fratelli nella squadra, Giuseppe Martucci come presidente e Federico come giocatore in campo; Ancora una volta, la scelta del nome evidenzia il loro attaccamento al territorio.

“Daunia” - prima squadra di calcio a Foggia - dicembre 1909 – Presidente: Francesco Martucci. Giocatori: Federico Martucci, Luigi Bellomo, Alessandro La Valle, Ercole Segreto, Attilio Muscio, Michele Cannone, Petrosillo, Luigi Olivieri, Antonio D’Angiò, Saverio Addivinalo.

Una foto degli anni Venti mostra Federico, classe 1883, il quarto degli otto figli, anche lui impiegato delle ferrovie come il padre Michele, in tenuta da ciclista con la maglietta dell’Apulia. La foto di famiglia venne pubblicata nel 1982 dal giornale *Cronaca Vera*, in un’intervista realizzata a Milano quando Federico aveva già compiuto 99 anni. In quell’occasione, Federico rivelò che il segreto della sua longevità era stato la costante passione per lo sport, e in particolare per le due ruote, sia come mezzo di trasporto che di svago.

Nell’ovale a sinistra Michele Martucci classe 1831, morto all’età di 109 anni. Nell’ovale di destra Federico Martucci a 45 anni. Al centro sempre Federico corridore in bicicletta con la maglia Apulia in una foto degli anni trenta
Giacomo Martucci - 1888

Parte della famiglia Martucci si trasferì a Milano nel 1949, mentre a Foggia la gestione dell’opificio passò a Giacomo, fratello di Francesco. All’epoca la fabbrica si trovava ancora in via Galiani, ma tra il 1928 e il 1930 venne trasferita da Giacomo in una zona periferica della città, oltre il cavalcavia ferroviario della linea Foggia-Bari.

Su un ampio appezzamento di terreno, Giacomo costruì la propria abitazione, una pregevole villetta con annessa officina-laboratorio al piano terra; sulla facciata troneggiava una grossa scritta con il nome di famiglia. Sarà proprio quel primo insediamento abitativo e produttivo che attirerà altra gente desiderosa di costruirsi quattro mura. Semplici famiglie numerose che trovano ascolto nella nobiltà d’animo di don Giacomino il quale, di idee socialiste, non esitò a mettere a disposizione il terreno per la costruzione di semplici e modeste abitazioni. Da questo processo di territorializzazione iniziò a formarsi quello che poi sarà denominato Rione Martucci.

Villa Martucci.

La competenza e la professionalità della fabbrica Apulia Martucci attirò nel tempo l’attenzione di colossi nazionali come la Bianchi e la Fiat per ipotesi di collaborazione. Nella prima metà degli anni ’70, quando a gestirla è passato Michele, figlio di Giacomo, ormai rimasto solo e non riuscendo a integrare il profilo artigianale di famiglia con l’innovazione della meccanizzazione, chiude i battenti.

Vecchi fanali per bicicletta a gas acetilene, altri pezzi antichi di bicicletta, ricambi e attrezzi per riparazione sono ancora custoditi nel museo casalingo del dott. Giuseppe Martucci. A lui il nostro ringraziamento e riconoscenza per aver conservato memoria della Foggia operosa e premiata di un tempo.

Pubblicato il: 8 Nov 2024 

A cura di Romeo Brescia

 

Parte dei componenti della famiglia

Capostipite: Martucci Michele - Laureto frazione di Fasano - Brindisi, classe: 1831

Moglie: Cotugno Angela - classe 1851

Figli: Francesco - nato a Bari il 14 agosto 1877

         Giuseppina

         Giacomo - nato a Bari il 22 luglio 1880

         Federico - nato a Bari il 9 marzo 1883

         Felice - nato a Trani il 20 dicembre 1885

         Giuseppe - nato a Foggia il 10 luglio 1888

 

Foto di Famiglia e antichi oggetti per bicicletta

 

Giuseppe Martucci - 1888 - Presidente della "Daunia" la prima squadra di calcio a Foggia
Michele Martucci (Figlio di Giacomo)
Michele Martucci (figlio di Giacomo)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giuseppe Martucci ( Bepi custode di ricordi)