PESI & MISURE
di Raffaele de Seneen e Romeo Brescia
Con l’Unità d’Italia (1861) il sistema metrico decimale venne esteso a tutte le regioni annesse al neonato Regno d’Italia comprese le province napoletane e siciliane dell’ex Regno delle Due Sicilie.
28 luglio 1861 – Legge sui pesi e le misure
Art. 1 I pesi e le misure legali nel Regno d’Italia sono unicamente quelle del sistema metrico decimale, le cui unità sono le seguenti [ …. ]
Art. 28 Sarà stabilita, con Decreto Reale, l’epoca in cui entrerà in vigore il sistema decimale metrico nelle Province Napoletane e Siciliane, la quale in niun caso potrà essere protratta oltre il 1° gennaio 1863
Si trattava di uniformare e portare ad “unica misura” tutte quelle differenze esistenti fra le diverse regioni, ma anche a livello localistico almeno nella denominazione, frutto di usi e consuetudini che venivano da lontano.
D’altronde, gli stati preunitari erano ben sette compreso lo Stato Vaticano.
Una grossa rivoluzione se si pensa al dilagante analfabetismo dell’epoca e di quante modificazioni portava sia nel vivere quotidiano che nei più importanti rapporti negoziali pubblici e privati.
Quel che accadde a Foggia lo troviamo in parte descritto in “Economia Legislazione e Infrastrutture di Capitanata” di G. Salvato – 1991.
“Tensione si ebbe anche in Capitanata [ … ] per la sostituzione del decalitro al mezzo-tomolo (1 tomolo = 55,5459 l.), utilizzato nel traffico dei cereali.
Infatti a Foggia, polo del commercio granario, i misuratori addetti erano costretti a lavorare maggiormente chinati con il nuovo recipiente, più piccolo, comportando un terzo di fatica in più.
Anche la forma cilindrica della nuova misura veniva contestata dalla Camera di Commercio quale fonte di maggior perdita di tempo rispetto a quello necessario per l’utilizzo dei recipienti conici dell’epoca.
[ … ]
Purtroppo in tutti i centri commerciali della Capitanata, e particolarmente a Foggia, il commercio dei cereali decadde [ … ] certo è che si era restii a vendere grano con il nuovo decalitro dopo che si erano ammassate le riserve utilizzando il vecchio mezzo-tomolo.
[ … ] Immediata fu pure la speculazione al rialzo dei prezzi”.
Per quel che si andava prospettando, con circolare ministeriale n. 1535/1862 era stata prevista l’istituzione di scuole gratuite per adulti al fine di rendere più agevole l’adozione del nuovo sistema.
Ancora nel 1873 veniva dato alle stampe in Napoli un opuscolo di Luigi Padda “Tavole di ragguaglio delle nuove misure pesi e monete legali d’Italia colle antiche misure pesi e monete di Napoli”, si trattava della quinta edizione.
Non è lontano nella memoria lo scompiglio che creò il passaggio dalla Lira all’Euro nonostante il forte tasso di alfabetizzazione e l’uso di convertitori accessibili a tutti.
ALCUNE MISURE LOCALI PREUNITARIE
Agrarie:
Catena Ha 882.98.35 = 36 Carra
Carra Ha 24,5273 = 20 Versure
Versura Ha 1.23.45 = 4 Tomoli
Tomolo Ha 0.30.86 = 15 Passi
Passo Ha 0.02.06 = 60 Passetti
Di capacità:
(Aridi)
Tomolo = 2 Mezzette = 4 Quarti = 24 Misure = lt 55,5459
(Liquidi)
Botte = 12 Barili = 4 Quartare = 60 Caraffe = lt 523,5988
Di lunghezza
Canna d’uso = 8 Palmi = 12 Pollici = 12 Linee = m. 2,10928
Passo = 7 Palmi = m. 1,8456
MISURE DIALETTALI IN DISUSO
Molto utilizzato il quinto (200 gr.) di chilo negli acquisti giornalieri presso il negozio di generi alimentari (u’ quaratìne) con i suoi multipli e sottomultipli:
Mìzze quìnde = 100 gr.
Nu quìnde = 200 gr.
Nu quìnde e mìzze = 300 gr.
Dùije quìnde = 400 gr.
Per il caffè: n’ònze (30 gr.), oppure ‘na pòlvere
Per l’olio la misura più piccola era la “picciola” (mezzo decilitro)













