IL CAMPANILE DELLA CATTEDRALE DI FOGGIA
Poche informazioni sono state riportate riguardo l’antico campanile che affiancava la chiesa del Guiscardo, costruita in onore della Sacra Effige dell’Iconavetere. La chiesa fu edificata intorno all’anno 1110, su disegno dell’architetto Nicola Bassi, il campanile, collocato alla destra dell’abside, si inalzava per un’altezza di 40 metri e ospitava una grande campana artistica, fusa a Napoli dalle sapienti mani dello scultore d’Apulia.
Nel corso del tempo, il campanile subì diverse modifiche che ne caratterizzarono la struttura architettonica: dai merli ghibellini a coda di rondine a quelli guelfi a forma quadrata. Distrutto dalle milizie angioine, fu riedificato nel 1282 per volere del re Carlo I. Il 29 febbraio 1534, il vecchio campanile cadde a causa della sua vetustà e fu ricostruito, sempre alla destra dell’abside, nel 1646.
Nel 1711, al suo posto, venne edificata una cappella simmetrica a quella della Madonna dei Sette Veli, modificando il transetto e conferendo alla chiesa una pianta a croce latina. Nella nuova cappella fu collocato il grande Crocifisso, ancora oggi presente, e ai suoi piedi fu sepolto il suo autore, Pietro Frasca. Per fare spazio alla cappella del Crocifisso, il nuovo campanile venne costruito nella seconda metà del 1700, al fianco destro della Cattedrale, su progetto di Garofano da Pisa, dove ancora oggi si erge.
Alto circa cinquanta metri, il campanile è composto da quattro piani e ospita sette campane, azionate da un vecchio impianto motorizzato e a martello della ditta O.S.D. Scarselli di Lastra a Signa (Firenze).
Alla base del campanile, alla sinistra della scalinata che porta all’ingresso secondario della Basilica, si trova una piccola campana, che un tempo veniva utilizzata per chiamare i fedeli alla celebrazione eucaristica e non, come spesso erroneamente si crede, per le partorienti, come vedremo nel dettaglio.Nel 1965, sulle due facciate prospicienti la piazza, il comune fece installare un orologio elettrico a due quadranti, fornito e montato dalla ditta Trebino Roberto di Uscio (Genova).
Le campane del campanile
Al primo piano si trovano le tre campane più grandi:
- La prima, dedicata alla Madonna “’u campanone”,.
- La seconda, con un diametro di 130 cm, riporta l’epigrafe: “Rifusa a spese del Municipio nel 1899 – Sindaco Comm. Emilio Perrone” ed è dedicata a Gesù Crocifisso.
- La terza, di 106 cm, reca l’epigrafe: “S. Maria Iconavetere protettrice – I Foggiani A.D. 1819”.
Al piano superiore si trovano le altre quattro campane, di dimensioni più piccole:
- La quarta, di 78 cm, reca l’epigrafe: “OPUS AFFABRE ESCUDIT NICOLAUS GIUSTOZZI TRANEN MCMXXXV” – (Opera d’arte di Nicola Giustozzi Trani 1935. Una brillante realtà con il suo capannone/officina che sorgeva in Corso Imbriani a Trani).
- La quinta, di 58 cm, reca l’epigrafe: “Comm. Giuseppe Boealone R. Commissario – Comm. Gaetano De Mita Governatore – Cav. Uff. Alberto Accinni Governatore – Premiata fonderia pontificata P. Marinelli e Figli”.
- La sesta, di 53 cm, reca l’epigrafe: “Comm. Giuseppe Boealone R. Commissario – Comm. Gaetano De Mita Governatore – Cav. Uff. Alberto Accinni Governatore – Rifusa per conto del Capitolo della Cattedrale A.D. 1969” (Ditta “Lerca di Lucca”).
- La settima, donata dal municipio e dedicata a S. Guglielmo e S. Pellegrino, reca l’epigrafe: “Dono della Civica Amministrazione in ricordo della solenne Incoronazione avvenuta in Vaticano il 22 maggio 1982 per le mani di Giovanni Paolo II, Arcivescovo Dee Giorgi, sindaco Gianni Mongiello”.
Nella tradizione cristiana, la campana ha sempre rivestito un ruolo importante, segnando momenti particolari della vita religiosa. Il suono delle campane, infatti, invita i fedeli a riunirsi nella casa del Signore per rendergli lode. E proprio questo “scandire dei tempi” si interruppe per i foggiani la sera del 21 aprile 1866, quando la campana più grande, quella dedicata all’Iconavetere, “’u campanone”, si ruppe irreparabilmente e rimase inattiva e abbandonata per molti anni.
Per risolvere il problema risultò inutile il tentativo di attingere soldi dalle casse comunali, da molti anni ridotte al verde, e a questo non mancò la scarsa volontà degli amministratori a stornare una piccola somma per la fusione di una nuova.
Lorenzo Scillitani dopo la sua elezione a Sindaco della città, non esitò ad interpretare la volontà dei cittadini e con grande spirito di iniziativa, che lo ha sempre distinto nelle sue imprese da primo cittadino, fece stanziare la somma di lire quattromiladuecentocinquanta dalle casse comunali come somma per una nuova campana, oltre l’acquisto del bronzo occorrente per la sua fusione.
Il 14 ottobre del 1869 la campana venne portata giù dal campanile dove era stata elevata il 12 agosto del 1800 dopo la fusione fatta a Venezia l’anno precedente con le offerte dei fedeli. La nuova campana fu fusa dai fratelli Barigozzi di Milano in un forno appositamente costruito nell’atrio del giardino dei Conventuali Alcanterini, presso la chiesa di San Pasquale. Oltre ai metalli di rame e bronzo, nella fusione furono utilizzati anche “menate di oro e argento”. La campana, molto più pesante della precedente (22,10 quintali), venne benedetta il 18 febbraio 1870 dal vicario capitolare Antonio Zicari e issata sulla torre campanaria il giorno successivo.
Un’usanza popolare foggiana
E sempre a proposito della campana dedicata alla Madonna, “’u campanone”, nel suo libro Vecchia Foggia, A. Oreste Bucci ricorda che i rintocchi di questa campana sono legati a un’usanza popolare: con il suo suono, e su richiesta, le donne in procinto di partorire si affidano alla Madonna, invitando anche le altre madri a pregare per loro. Questa tradizione è confermata da alcuni versi tratti dalla poesia “N’or de notte” (1894) di Filippo Bellizzi:
“Siente doppe tiempe La campàne de figgi: Mboooò! “Salvreggine, Matre meserecordie, Madonna mij’ ajutle tu! N-zalvamiente fall figghià, Senz’affann’ e ssenza pene! E stu figghie’ c’a ‘u munne vene, accummùogghie d’ogne beene! E ssi ‘nn’ ha dda ghesse bbùone E ‘m-bole sent’i bbùon’ avvise… Battezz’ e pparavise!”
Infine, durante l’epoca fascista, la campana venne sostituita con quella che possiamo ammirare oggi, sulla quale è riportata la seguente epigrafe: “I Foggiani alla loro Protettrice Maria SS/a Dell’Iconavetere - Rifusa a spese del Municipio 1935 A. XIII E.F. – Nell’anno XIV Pontificato PIO XI – Regnando Vittorio Emanuele III – Duce Benito Mussolini – Vescovo Mons. Fortunato M. Farina – Podestà Marchese Luigi Filiasi – Governatori della Cappella Comm. Alberto Accinni e Comm. Tommaso Lucarelli”.
Pubblicato il: 15 Mar 2025
Romeo Brescia

















