I numeri civici della Foggia del 1820

I NUMERI CIVICI DELLA FOGGIA DEL 1820

Romeo Brescia

C’è una dimensione della ricerca storica che spesso viene banalizzata, se non del tutto ignorata: la microstoria. Eppure, la vicenda che emerge affonda le sue radici nella Foggia di oltre due secoli fa, rimandando a un’epoca in cui la toponomastica obbediva a connotazioni e regole profondamente diverse da quelle attuali

 

L’individuazione di vie, strade e piazze con appositi nomi e la numerazione civica per identificare gli accessi a case e botteghe, è cosa relativamente recente rispetto al borgo antico intorno al quale si sviluppò la città di Foggia arrivando ai giorni nostri.

Dal borgo antico alla città con fossato e mura in epoca federiciana a quella travolta dal terremoto del 1731; si ebbe prima una suddivisione di Foggia in “Suburghi”, poi, in epoca Angioina, in “Pittagium”, mentre ai fini religiosi del 1750 la città fu suddivisa in tre parrocchie: San Tommaso, Sant’Angelo e Chiesa Madre; quest’ultima suddivise il proprio territorio in borghi e a sua volta i borghi in isole.  Poi, solo una toponomastica orale, con riferimenti a cose importanti e conosciute come una chiesa, un palazzo signorile, un pozzo, un orto e anche ad arti e mestieri che trovavano particolare concentrazione in una via.

Sarà con il decennio francese (1806-1815), portatore di cambiamenti e innovazione, che subirà un’accelerazione l’esigenza di dare un nome alle strade e un numero a ogni civico.

“Questo sistema è troppo necessario per la polizia e l’incasso delle contribuzioni”, così scrive in una lettera del 20 ottobre 1810 l’Intendente di Capitanata per dare il via all’operazione nella città di Foggia, ed è il Decurionato con l’allora sindaco Michele Sarcinella a nominare “persone idonee” per occuparsi della numerazione delle case e della nomenclatura di strade e vicoli.

Da altra documentazione dell’Archivio di Stato di Foggia risulta che nell’aprile del 1811 a cura del capo mastro dei lavori, architetto Antonio Zammarano, venne completata la pitturazione a “tempera indelebile” di circa 6.500 numeri. Un mese dopo venne completata anche la nomenclatura e pitturazione di circa 300 targhe stradali, sempre a “tempera indelebile”. Di questo primo e originale intervento la città non conserva tracce.

Nuove esigenze si porranno nel 1818 per l’incremento edilizio della città, e quindi della rete stradale urbana, e di ciò, a distanza di 200 anni e più, si trova ancora qualche traccia. 

Partendo da importanti studi dello storico e ricercatore foggiano Gaetano Spirito, da consultazioni di documenti all’Archivio di Stato di Foggia, seguite da lunghe passeggiate per le vie più vecchie di Foggia, con il capo rivolto in alto, abbiamo trovato ben 30 numeri civici apposti nel 1820. Trattasi di piastrelle o come più fedelmente documentato, “di mattoni di buona creta, ben cotti, inverniciati bianchi, numeri neri con due frisetti, uno giallo e l’altro nero in giro sull’esterno del mattone, once 10 di base e altre tanti di altezza e con una patena fine e bianca”.

L’offerta è fatta da tale Giuseppe d’Alessandro di Ariano Irpino, località nota a quei tempi per la lavorazione di ceramiche, mentre l’appalto per la posa in opera venne affidata al muratore Raffaele Severo unitamente a Giuseppe Zammarano.

Questa particolare numerazione dell’epoca risulta essere continua e non suddivisa tra numeri pari e numeri dispari, come accade oggi; inoltre è posta a destra del civico e non a sinistra come attualmente la si trova. Di queste piastrelle indicanti i civici dell’epoca abbiamo individuato 18 all’interno della cosiddetta “testa di cavallo”, le restanti 12 all’esterno e di queste una buona parte sono state volutamente danneggiate per non creare confusione con l’attuale numerazione.

I primi numeri li abbiamo rinvenuti su via Arpi e in zone limitrofe, gli altri nel reticolo di vie che partono dal lato sinistro di Palazzo Dogana, già Quartiere del Carmine, come si legge su una vecchia targa stradale che si conforma ad altre ancora esistenti, come quella di Quartiere Centrale e Quartiere Cattedrale; invece, di targhe stradali coeve ai numeri civici del 1820, resta solo quella di vico Arigotte, oggi vico Arrigotti.

Infine, una doverosa precisazione: alcuni dei vecchi numeri civici che ho censito e fotografato negli anni scorsi potrebbero, nel frattempo, essere stati rimossi. La maggior parte, per fortuna, è rimasta invariata, così come appare nelle fotografie qui pubblicate.

Occorrerebbe che su questi segni del passato, così come su altri (paracarri, attacchi per equini ecc.), dopo opportuno censimento il Comune di Foggia imponga un vincolo di conservazione, altrimenti, fra un rifacimento di strade e facciate ed altri lavori, saranno destinati a scomparire tutti.

 

 

Scheda tecnica

MATERIALE: Terracotta con superficie a vista maiolicata

FORMA: quadrata

MISURE: cm. 22 x 22

SPESSORE: cm. 3

NUMERO: impresso in nero

TIPO SCRITTURA: pur scarsa di elementi grafici, la scrittura si può dire abbia un’influenza “romano-latina” per le linee diritte; per le linee curve si evince la tendenza al “tardogotico”, “neoclassico” e soluzioni tipo “cancelleresco italico”. Senza dubbio l’artista ha adattato alle sue esigenze artistiche e personali l’intera grafica tenendo come base quanto suddetto. (Giuseppe Lacasella - Consulente grafologo)

MODO D’IMPIEGO: incassata in apposto alloggiamento a fil di muro, alla sinistra dell’ingresso di ogni caseggiato in ordine progressivo, non alternato.

PATICOLARI: la piastrella a fondo bianco, numero nero al centro, è bordata sui quattro lati da una striscia color verde chiaro ed una sottostante giallo paglierino.

PROVENIENZA: risulta che contatti per la loro produzione furono presi ad Ariano Irpino, a quei tempi città di prestigio per la produzione di maioliche. L’antica maiolica arianese conosce il suo splendore dal 1500 agli inizi del 1900 come documentato nel Museo Civico di Ariano, la lavorazione presenta una influenza arabo-sicula dovuta alla presenza di Saraceni nella vicina Lucera giunti anche ad Ariano al seguito di Ruggero II il Normanno.

 

Dove sono localizzate oggi le piastrelle risalenti

alla numerazione civica del 1820

### Via o Piazza ### Numerazione ### attuale ### Numerazione ### del 1820
### Piazza De Sanctis ### 5 ### 5
### Piazza Federico II ### 18 ### 17
### Piazza Purgatorio ### 6 ### 3
### Via Arpi ### 112 ### 11
### Via Arpi ### 43 ### 67
### Via Arpi ### 51 ### 71
### Via Cappuccini ### 7 ### 3
### Via Cavaniglia ### 7
### Via Cavaniglia ### 9
### Via Ciancarella ### 1 ### 1
### Via Ciancarella ### 5 ### 3
### Via Dogana dei Sali ### 13 ### 4
### Via Le Maestre ### 13 ### Non decifrabile
### Via Le Maestre ### 17 ### 7
### Via Le Maestre ### 19 ### 8
### Via le Maestre ### 12 ### 73
### Via Le Maestre ### 21 ### 9
### Via Liceo  ### 9 ### 4
### Via Liceo ### 47 ### 16
### Via Molignano ### 7
### Via Novilunio ### 5
### Via Novilunio ### 12
### Via San Pietro Alcantera ### 32 ### 43
### Via U. Garofalo ### 16
### Vico Fornello ### 13
### Vico Palazzo    ### 3 ### 3  
### Vico Palazzo ### 4  
### Vico Peschi     ### 3 ### 1
### Via Alessandro Manzoni ### 79 ### 30
### Piazza Municipio ### 6 ### 2

 

Alcuni ritrovamenti di numeri civici risalenti al 1820 – come testimoniato da questa foto – sono stati segnalati dal caro amico Giuseppe d'Angelo, appassionato e instancabile ricercatore di testimonianze storiche.

 

Pubblicato il: 12 Mag 2026